Monumenti di interesse storico - Verres - Costruito nell’ultimo decennio del XIV secolo da Ibleto di Challant è uno straordinario esempio di castello monoblocco. Posto su uno picco roccioso a strapiombo sul torrente Evançon domina il sottostante borgo controllando sia l’imbocco della valle di Challand-Ayas, sia l’asse viario principale della regione.
Sarà Ibleto di Challant governatore e capitano generale del Piemonte a ricostruire integralmente il castello, che già appariva nei documenti del 1287 come possedimento dei signori De Verretio. Ibleto costruì un edificio diverso da quelli sorti in precedenza in Valle d’Aosta, difatti sarà il primo esempio di castello monoblocco. Successivamente Ibleto si occuperà della ricostruzione del castello di Issogne, quindi soltanto pochi anni prima di morire fece costruire una cappella sepolcrale che verrà poi inglobata nella chiesa parrocchiale ricostruita nel XVIII secolo.
Ad Ibleto succedette il figlio Francesco (1409) il quale morì nel 1442 senza discendenti maschi, le figlie si batterono per mantenere il titolo che però nel 1456 fu assegnato a Giacomo di Challant-Aymavilles. Si racconta però che il castello di Verrès nel corso di queste liti divenne il rifugio per Caterina di Challant, figlia di Francesco.
La tradizione ci riferisce che il giorno della festa della SS. Trinità del 1449 Caterina scese a Verrès con il consorte Pierre d’Introd e danzò con i giovani del paese tra la folla esultante. Questo episodio oggi viene rievocato ogni anno nel carnevale storico di Verrès.
Una lapide murata al di sopra del portale di ingresso ci ricorda che nel 1536 Renato di Challant rinnovò l’apparato difensivo adattandolo all’uso delle moderne armi da fuoco. Il tutto fu realizzato in collaborazione con l’architetto militare Pietro de Valle. Fu quindi costruita la cinta muraria dotata di cannoniere, speroni e torrette poligonali e l’ingresso fu reso più sicuro mediante la realizzazione di un ponte levatoio e di feritoie.
Alla morte di Renato, essendo senza eredi maschi, il maniero andò in mano dei Savoia. Soltanto nel 1696 gli Challant riuscirono a riottenere il possesso della rocca, ormai abbandonata da circa due secoli. Ma per mancanza di mezzi lasciarono che continuasse ad andare in rovina, fino a quando nel 1841 il castello passò ai Passerin d’Entrèves fino al 1858.
Dopo diversi passaggi di proprietà fu acquistato dallo Stato italiano, che nel 1894 ne iniziò i restauri. Il rifacimento avvenne negli anni compresi tra le due guerre, in quanto nel secondo dopoguerra il castello passò alla Regione Valle d’Aosta, che nei primi anni 80 rifece la copertura in lastre di pietra. Nel 1994 sono incominciati i lavori per eliminare le incrostazioni di calcare dei muri interni prodotte dalle intemperie nei secoli in cui il castello era stato abbandonato.
Apertura: annuale
Fonte: Banca dati turismo