Sciacca è un comune di oltre 40.000 abitanti della provincia di Agrigento.
È una città di mare, turistica e termale. Ricca di monumenti e chiese, è nota fra l'altro per il suo storico carnevale.
La cittadina di Sciacca si trova sulla costa del Canale di Sicilia tra le foci del fiume Platani e Belice, a circa 65 metri sul livello del mare: ad est s’innalza il Monte San Calogero alto 386 metri, alle cui falde scaturiscono, per un percorso di circa sei chilometri, le famose acque termali.
È situata a forma di anfiteatro sul mare a mezzogiorno della Sicilia, di fronte all'isola di Pantelleria e Tunisi, a metà strada tra le rovine di Selinunte, Eraclea Minoa, ed Agrigento.
Secondo lo storico Savasta (1843) il nome di Sciacca si scriveva con la lettera X, cioè Xacca derivato da Xech, dal nome saraceno Xech, che sta per Signora e Governatrice. Xechi erano, inoltre, chiamati dai Saraceni i governatori delle piazze come attesta il Fazello (1498-1570). Secondo altri Xacca deriva da Xach che vuol dire Mercurio (forse per un famoso tempio dedicato a questa divinità), oppure Pomona (dea dell'abbondanza). Poi in latino si scrisse Sacca.
Altre spiegazioni sul suo nome le diedero gli studiosi Licata (1881) e Ciaccio (1900). La più recente, comunque, la si deve al Sacco (1925), secondo il quale il vocabolo Sciacca non è altro che un participio femminile attivo della prima coniugazione del verbo sordo (arabo) Saqqua che porta l'idea separare, dividere, fendere. Lo stesso autore i riferisce che Sciacca è stata così chiamata perché sin dall'inizio del dominio musulmano segnò il confine che separava due province o distretti o contrade. Il fatto che Sciacca si trovava quasi a metà strada fra Marsala e Girgenti giustifica, secondo lo studioso, tale designazione da parte dei conquistatori africani. Lo stesso Michele Amari non dubita sull'origine araba del nome. La tesi sopra descritta non ha trovato però conferma da parte di Giovanni Alessio (1938), secondo il quale la teoria sopraccitata è valida per un corso d'acqua o una catena montuosa, ma non per un centro abitato.
Diversi studiosi negli ultimi anni ritengono che il suo nome derivi dall'arabo "Syac", che significa "bagno"; altri da "al Saqquah", risalente al culto per il dio siriano "Shai al Quaaum".
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