Al limitare della conca di Aosta, si estende il territorio del comune di Sarre che, dal fondovalle solcato dalla Dora Baltea, risale il versante montuoso sulla sinistra orografica raggiungendo i 3061 metri del Mont-Fallère, con un'estensione complessiva di circa 28 chilometri quadrati.
La buona esposizione di queste terre ha permesso sin dall'antichità la fondazione di numerosi villaggi oggi circondati da estesi frutteti e da vigneti.
Il toponimo ""Sarre"", secondo alcuni autori, deriverebbe dalla voce preromana sarra, nel significato di ""stretta tra i monti"", secondo altri deriverebbe invece dal celtico sal, con il significato di abitazione o di cassaforte.
Sul territorio si trova anche l’omonimo castello, ubicato in posizione elevata, l'antico maniero è costituito da un grande edificio dal quale si erge una torre quadrata. La costruzione primitiva, di cui oggi non rimangono che i basamenti della torre, venne iniziata nel 1242 da Giacomo di Bard, fondatore della casata dei Sarre. Appartenne a questa famiglia sino al 1364, anno in cui, in seguito alla morte di Pietro di Sarre, ultimo erede maschio, Amedeo VI di Savoia lo affidò a Enrico di Quart.
L'edificio ebbe poi diversi proprietari fino agli inizi del 1700, quando venne acquistato dal barone Jean-François Ferrod, socio del conte Perrone di San Martino nello sfruttamento delle miniere di Ollomont. Il Ferrod modificò radicalmente l'edificio demolendo le mura in rovina e conservando solo la torre. A lato dell'edificio, nel 1713, edificò la cappella dedicata a santa Barbara e a san Nicola. Interessante, al suo interno, la tavola in legno intagliato, del XIV secolo, raffigurante il Mistero dell'Annunciazione. Fallito il Ferrod, il castello pervenne ai Rapet, ai Nicole di Bard e ai Gerbore.
Nel 1869 re Vittorio Emanuele II acquistò il castello, per il prezzo di 55.000 lire, dal notaio Gerbore Leonardo di Aosta. Il re fece costruire le scuderie e sopraelevare l'antica torre, trasformandola in osservatorio. Divenne residenza del sovrano durante i suoi soggiorni di caccia in Valle d'Aosta e i trofei venatori andarono a riempire le pareti di alcune stanze. Una linea telegrafica permetteva i collegamenti con l'accampamento di caccia di Orvieille, in Valsavarenche. Dopo vari interventi decorativi effettuati da Umberto I, il castello fu abitato dai Principi di Piemonte, Umberto e Maria Josè, durante i loro soggiorni di villeggiatura in Valle d'Aosta.
Nel 1989 il complesso fu acquistato della Regione Valle d'Aosta e, dopo lavori di adeguamento normativo, di restauro e di allestimento, curato dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali, è oggi nuovamente aperto al pubblico. Al piano terra, un museo illustra la storia del castello, il suo rapporto con le più antiche dimore sabaude di caccia, le fasi di ammobiliamento e di rinnovamento abitativo, attraverso disegni e inventari storici.
Al piano nobile, è possibile percorrere la galleria monumentale, visitare la gran sala del gioco e dei trofei venatori e alcune stanze private. Ritratti, cimeli, fotografie, stampe, libri, oggetti preziosi, dipinti, sculture e arredi di pregio accompagnano il visitatore lungo il percorso museale.
Superficie: 28,09 km2
Altitudine: 645 m
Popolazione: 4.434 abitanti
Come arrivare:
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Castello di Sarre
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