Sant'Agata di Militello (C.A.P. 98076) dista 213 Km. da Agrigento, 167 Km. da Caltanissetta, 123 Km. da Catania, 126 Km. da Enna, 120 Km. da Messina, alla cui provincia appartiene, 139 Km. da Palermo, 227 Km. da Ragusa, 181 Km. da Siracusa, 238 Km. da Trapani.
Il comune conta 12.856 abitanti e ha una superficie di 3.352 ettari per una densità abitativa di 384 abitanti per chilometro quadrato. Sorge in una zona litoranea collinare, posta a 23 metri sopra il livello del mare.
Tra i prodotti locali ricordiamo la produzione di agrumi, dell'olio, del grano e della frutta, tra quelli artigianali il ricamo e i manufatti in ferro battuto. Gli allevamenti presenti sono quelli di ovini, bovini, suini e cavalli.
Il nome del paese deriva da una chiesa dedicata a Sant'Agata e da Meleto che significa "campo di mele".
Strutturalmente, il paese si andò formando attorno ad una torre di guardia vicino al mare.
Ne ebbero il possesso il principe di Trabia, il principe Lanza di Scalea e il principe di Militello fino al 1820, quando entrò a fare parte della comunità di Militello Rosmarino.
Dal punto di vista architettonico sono da segnalare il Castello settecentesco appartenuto ai principi di Trabia e Lanza di Scalea, la Chiesa del Carmelo con il particolare campanile a vela e la torre dell'orologio e la Chiesa Madre con le pregevoli statue del Bagnasco (sec. XVIII-XIX).
Di particolare importanza è il Museo Etnoantropologico dei Nebrodi sito a Palazzo Gentile che offre una panoramica della vita e del lavoro della donna, dell'attività dei contadini, del folklore e del sentimento religioso.
Una leggenda locale racconta di donne stupende che nella notte girano per il paese ammaliando con la loro bellezza gli uomini che le incontrano.
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