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La Thuile - La Thuile

Anticamente le foreste di conifere facevano da contorno agli alpeggi e ai campi di segale e avena. Anche a La Thuile la vita veniva scandita dai tempi e dalle stagioni del raccolto. Con la scoperta di giacimenti carboniferi anche il piccolo centro di La Thuile si trasformò in una cittadina mineraria. Tutto iniziò a ruotare intorno a questa importante attività che nel volgere di poco tempo divenne la principale risorsa economica.
Oggi la realtà è completamente diversa, mutata nel tempo. Lasciati i giacimenti carboniferi, La Thuile, con gli anni, si è trasformata in uno dei centri turistici più rinomati della Valle d'Aosta. Grande merito di questa realtà è stato quello di voler mantenere a tutti i costi una precisa identità di montagna.
In nome del turismo, La Thuile non si è fatta tentare da facili guadagni; è rimasta un borgo di montagna molto ben attrezzata, accogliente nelle sue forme, ma sempre ben ancorata alle sue origini.
In tale ottica la gente di La Thuile va ben fiera di appartenere con i centri di La Salle, Morgex, Pré Saint Didier e Courmayeur all'antica Vallis Digna che costituisce di fatto il tratto terminale della Valle d'Aosta prima dell'ingresso in territorio francese, e che è soprattutto un luogo di notevole rilevanza storica per le vicende di cui è stata testimone sin dai tempi di Augusto.
Sempre in tema storico, percorrendo la strada che porta al Piccolo San Bernardo è possibile incontrare il vecchio ospizio dei Monaci Mauriziani, oggi ristrutturato e adibito a centro culturale e di informazioni turistiche.
Sempre al colle è possibile ammirare un maestoso chromlech celtico, che sembra in origine essere costituito da 50 pietre. Agli inizi del XX secolo ne vennero rimosse ed asportate parecchie (circa una ventina), più tardi sostituite. Almeno cinque furono divelte per consentire il passaggio della strada che attraversa diametralmente il cromlech. Al termine della seconda guerra mondiale si provvide a livellare il terreno sconvolto dagli eventi bellici, ed in particolare dalla costruzione delle opere militari. Vennero allora riordinate anche le pietre del cerchio, orientandole con la bussola secondo i punti cardinali. Allo stato attuale il cromlech è composto da 43 pietre di modeste dimensioni, allineate entro una corona circolare delimitata da due cerchi aventi rispettivamente un diametro minimo di m 70,80 ed uno massimo di m 75,20. Il centro comune dei due cerchi coincide con il cippo di confine adiacente a Sud-Est alla strada. Le pietre distano in media da 4 a 6 metri l'una dall'altra.
Da ricordare è sicuramente la figura dell'abate Pierre Chanoux, che cercò in ogni modo di dar vita al colle. Con lui, difatti, la regola di aiutare i viandanti fu unita a diverse attività di tutela dell'ambiente e di conoscenza della natura per i viaggiatori stessi. Dal piccolo orto dove riuniva e coltivava piante medicinali, a Chanoux venne l'idea di creare un ""jardin d'acclimatation pour la flore alpine"", uno dei primi delle Alpi, che ebbe presto notorietà internazionale con una sempre crescente varietà di specie di piante provenienti da tutto il mondo concentrate in un ettaro di terreno. Quando Chanoux morì a 81 anni, il giardino botanico fu chiamato Chanousia in suo onore: lasciato in eredità all'Università di Torino, rimase sotto la gestione dell'Ordine Mauriziano attirando l'interesse e l'attenzione del mondo scientifico internazionale. Il progetto fu seguito in prima persona da Lino Vaccari, botanico che aveva iniziato a lavorarvi già ai tempi di Chanoux, e dal naturalista milanese De Marchi, che contribuì a costruire un edificio che ospitava un laboratorio, una biblioteca e una foresteria per studiosi e ricercatori.
Questo sviluppo crescente (negli anni '30 Chanousia era arrivata a ospitare 4000 specie di piante) si interruppe con la seconda guerra mondiale: nel 1943 il giardino venne abbandonato del tutto e nei due anni che seguirono pesantemente devastato. Soltanto nel 1976, dopo anni e anni di trattative riguardanti la proprietà con i nuovi confini, infatti, Chanousia si trovava in territorio francese pur appartenendo all'Ordine Mauriziano, nacque la Fondazione internazionale della Chanousia e iniziarono i lavori di ricostruzione, di coltura e di ricerca botanica.
Oggi il visitatore può vedere questa preziosa rassegna di flora alpina nelle aiuole e negli ambienti montani racchiusi nello spazio di un giardino.

Superficie: 126,12 km2
Altitudine: 1.444 m
Popolazione: 766 abitanti

Fonte: Banca dati turismo
Come arrivare:

La Thuile, La Thuile