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Formaggio Salignon (Salignoùn) - Issime

Il serac o seras (ricotta in Italiano, séré in Patois francoprovenzale, seirass in Piemontese, scheidral in Titsch, z'zigermall in Töitschu), è citato per la prima volta nel 1267 nella distinta dei redditi del feudo di Châtel-Argent a Villeneuve, occupando un posto di rilevo nel lungo elenco di derrate alimentari destinate ai fabbisogni dei cortigiani.
Spesso, infatti, a partire XIII secolo, nei documenti storici il termine vacherinus è seguito dal termine serac o seracium oppure ancora ceracium, cioè il sottoprodotto ricavabile dal latte dopo aver ottenuto il formaggio grasso.
La documentazione storica a noi giunta testimonia che per secoli questo prodotto lattiero-caseario, più o meno grasso, più o meno buono e ben fatto, ha avuto una grande importanza alimentare, dal momento che era presente sia sulle tavole delle famiglie nobili, sia su quelle delle famiglie meno abbienti.
Il serac era tradizionalmente prodotto con forma parallelepipeda e poteva essere sottoposto ad una lunga maturazione e talvolta ad affumicatura; infatti in alcune zone della Valle d'Aosta, a settembre prima della désarpa, era consuetudine lasciare in alpeggio alcune forme di serac convenientemente salate, che servivano come scorte alimentari alla successiva monticazione.
Oggigiorno la ricotta è consumata alla stregua di un qualsiasi formaggio fresco.

Dopo che la caseina ha reagito con il caglio dando origine alla massa caseosa utilizzata per la fabbricazione di formaggio grasso, restano nella caldaia altri due tipi di proteine: le albumine e le lattoglobuline, (proteine del siero, serum). Scaldando energicamente il siero, fino a 70-75 °C, seguìto dall'addizione di una soluzione di acido citrico o tartarico oppure del comune aceto di vino, l'albumina precipita (cioè diventa densa) e trattiene il grasso residuo. Dopo l'acidificazione e la formazione di piccoli coaguli bianchi si alza ulteriormente la temperatura, fino a 80-85 °C, al fine di far ingrossare le particelle coagulate.
La massa coagulata viene quindi posta nelle apposite fascere drenanti a sgocciolare per almeno 12-24 ore.
Dal punto di vista nutrizionale, la ricotta ottenuta dai residui della lavorazione del latte vaccino intero contiene una buona quantità di proteine, sali minerali e vitamine. La ricotta ottenuta invece dopo la lavorazione della toma, il cui latte di origine è stato totalmente o parzialmente scremato, non è oggigiorno più prodotta, a causa del suo scarso valore commerciale: si ottiene infatti un prodotto magro, asciutto e difficilmente digeribile.
Alla ricotta appena preparata, inoltre, possono essere addizionati altri ingredienti, quali il sale, la paprika o altre spezie, erbe aromatiche, aglio, ecc.: in tal caso questa preparazione gastronomica, probabilmente originaria della valle del Lys, prende il nome francoprovenzale di salegnon o salignon.
 
 
Fonte: inalto.org
Come arrivare:

  • Issime
    Issime è situato al centro della Valle del Lys in un'ampia conca. È il primo comune della comunità...

Formaggio Salignon (Salignoùn), Issime
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