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Toma di Gressoney - Gressoney-Saint-Jean

Il termine toma indica una tipologia di formaggio comune a molte località alpine e non. Infatti nella provincia di Lucca si parla di tôma, in Calabria, Sicilia e Piemonte di tuma, in Calabria anche di tumazzu e tumazzòlu, in Piemonte di tumin, in Savoia di tomme, infine in Provenza di tumo.
L'origine del vocabolo è di etimologia incerta: si presume tuttavia che derivi dal greco tomé che significa taglio, oppure ptoma che significa caduta.
Giulio Angelo Negri, nel suo libro Il Casaro Valdostano edito dall'Assessorato Agricoltura e Foreste nel 1957, scriveva che la Toma di Gressoney negli anni '50 era molto conosciuta ed apprezzata nel biellese, tanto da assorbire tutta la produzione estiva degli alpeggi delle valli di Gressoney, di Champorcher e dell'Évançon, nonché delle latterie della Bassa Valle nel periodo invernale.
Sempre secondo il Negri, la lavorazione di questo formaggio era addirittura più redditizia della Fontina, in quanto lo si vendeva allo stesso prezzo, permettendo inoltre di produrre un burro di crema di latte assai pregiato.

La tecnologia di fabbricazione della Toma di Gressoney è molto simile a quella che contraddistingue il Vallée d'Aoste Fromadzo DOP, nella tipologia semigrassa: d'altronde il disciplinare di quest'ultimo è stato redatto tenendo conto della produzione tradizionale di tome nell'intero territorio della Valle d'Aosta.

Oggigiorno la Toma di Gressoney, prodotta esclusivamente negli alpeggi e mayens della valle del Lys, è diventata un prodotto di nicchia inserito nel presidio di Slow Food tra i 100 prodotti gastronomici da salvare. Infatti, la Toma di Gressoney, non facilmente reperibile sul mercato della piccola distribuzione, introvabile nel circuito della ristorazione, è prodotta in quantità molto limitata, soprattutto nel periodo estivo.
Quella di Gressoney si distingue dalle altre tome per le caratteristiche organolettiche uniche, dovute al fatto che è prodotta con latte crudo munto a mano di bovine appartenenti ad una razza autoctona, senza l'ausilio di fermenti lattici selezionati, utilizzando tecniche di caseificazione secolari e attrezzature casearie tradizionali. Inoltre la Toma di Gressoney è posta a stagionare per almeno 2-3 mesi nelle cantine degli alpeggi, per poi completare l'affinamento in appositi locali dei paesi del fondovalle
 
 
 
Fonte: inalto.org
Come arrivare:

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Toma di Gressoney, Gressoney-Saint-Jean
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