Il comune di Arvier è adagiato sul fondovalle della Dora Baltea, attorno al borgo medievale che sorge a 780 m, a 14 chilometri da Aosta.
In estate questo territorio è ideale per chi ama vacanze all'insegna della tranquillità e di salutari passeggiate ed escursioni in grandi boschi. Salendo, nella zona dei pascoli fino al limite dei ghiacciai del Doravidi e della Becca di Tos, sono percorribili panoramici sentieri. Il patrimonio monumentale e storico è costituito dai resti del castello risalente alla fine del 1200, dalla chiesa parrocchiale di San Sulpizio con il campanile romanico, dalla cappella di Rochefort, affacciata sul fondovalle dall'alto di un roccione. Particolarmente interessante è il borgo di Leverogne, dove le tracce del Medioevo si fondono armoniosamente con strutture più recenti.
La stagione invernale è occasione per scoprire le scure forme di torri e castelli, che si stagliano su fondali dal biancore abbagliante. Planaval, nella Valgrisenche, offre diverse possibilità agli amanti degli sport invernali: la sua bella pista di fondo, che si snoda ai piedi di una severa torre eretta nel XIV secolo, è anche il punto di partenza per splendidi itinerari di scialpinismo nel massiccio del Ruitor e per inebrianti discese di eliski. A quanti praticano gli sport della neve e a coloro che privilegiano l'incontro con gli aspetti storici e culturali del territorio, alberghi e ristoranti riservano una gastronomia raffinata, con piatti della tradizionale cucina montanara e vini Doc provenienti dai vigneti di Arvier.
Il castello La Mothe di Arvier sorge su un promontorio sopra il capoluogo, ed è ben visibile a chi transita sulla superstrada del Monte Bianco. È rimasta intatta una torre quadrilatera, alla quale è addossato un corpo di fabbrica sventrata. Sono riconoscibili i resti di una torre rotonda e della cinta. L’aspetto del rudere lo fa attribuire ai secoli XIV-XV. È già citato nel 1287, allorché Aimone de Arverio ne prestò l’omaggio feudale. È tradizione che Aimar de La Mothe sia venuto in Valle d’Aosta verso la fine del secolo XIII, abbia sposato l’ereditiera dei nobili de Arverio e sia così entrato in possesso del castello di Arvier, facendolo restaurare e dandogli il proprio nome. Passò poi ai d’Avise i quali lo tenevano “comme une maison de plaisance où ils alloint souvent se delaisser à cause se son agreable situation”. Pervenne in cosignoria ai Lostan e ai Sarriod de La Tour i quali, già nella prima metà del secolo XVIII ne trascuravano la manutenzione, facilitandone così la rovina.
Superficie: 33,36 Km²
Altitudine: 752 m
Popolazione: 848 abitanti
Come arrivare:
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Vini - Enfer d'Arvier
Sport Arvier
Danilo Thomain