L’abitato del comune è disposto lungo la strada statale n. 26 mentre il nucleo originario, Arnad-le-Vieux, è ubicato nei pressi della pregevole chiesa parrocchiale di San Martino, la cui nascita è stabilita intorno al VIII secolo ad opera dei monaci benedettini. Si racconta che nei primi anni dell'XI secolo un'alluvione avrebbe distrutto la chiesetta primigenia e i Benedettini di Fruttuaria dovettero impegnarsi nella ricostruzione e nell'ampliamento, portandola alle dimensioni e alla forma attuali, se si esclude qualche lavoro causato da una nuova alluvione nel XV secolo e qualche ingrandimento dovuto alle esigenze della popolazione.
Gli ultimi restauri risalgono agli anni cinquanta del secolo scorso e furono compiuti con l'intento di restituire alla chiesa l'aspetto che aveva nel XII secolo. La muratura e' caratterizzata dall'uso quasi esclusivo della pietra: ciottoli di cava e conci di tufo. Il cotto appare unicamente come elemento di reimpiego. Il portale in tufo ha la forma di uno scudo rovesciato disegnato da due rami d'albero che si intrecciato per formare l'arco ogivale.
La chiesa del Convento dei benedettini aveva il suo campanile, che e' servito da punto di partenza dell'attuale torre campanaria edificata nel 1600. Delle tre campane che c'erano allora una sola è rimasta ed è la grande campana. Essa porta la data del 1594 con il nome dei Signori dei Valleise e della comunità di Arnad. L'interno è a tre navate con volte a crociera, costoloni e archi trasversali a sesto acuto ribassato. L'importanza della chiesa e' data anche dalla presenza di un museo parrocchiale, che conserva oggetti preziosi provenienti dalla stessa e dalle cappelle che da essa dipendono. Ma ciò che davvero non si può trascurare in San Martino sono gli affreschi. Se ne trovano sia all'interno sia all'esterno dell'edificio religioso e possono essere attribuiti con discreta certezza agli inizi del XV secolo.
Dal punto di vista gastronomico particolarmente famoso è il Lardo di Arnad, che è divenuto un prodotto a denominazione di origine protetta (DOP). Un tempo ottenuto dallo spallotto di maiali locali, allevati prevalentemente a castagne, oggi si avvale di bestie di peso superiore ai due quintali provenienti da allevamenti di Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Il Lardo viene posto a stagionare per almeno tre mesi in antichi recipienti in legno di castagno o di rovere, all’interno dei quali, agli strati di lardo si alterna una miscela composta da sale, acqua, spezie, aromi naturali ed erbe aromatiche di montagna.
Superficie: 28,73 km2
Altitudine: 360 m
Popolazione: 1.294 abitanti
Fonte: banca dati turismo
Come arrivare:
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