Flora, fauna e parchi
Sambuco - Sambucus nigra L.
Nomi volgari: sambuco, sambuco nero;
Nomi patois: savì, fleue de chòi, sambu;
Nomi francesi:sureau, sureau noir, sulion, haut bois;
Famiglia: Caprifoliaceae.
Descrizione tratta dal libro: 20 Erbe per stare bene.
Descrizione botanica
portamento: piccolo albero alto fino a 10 m circa o, più spesso, arbusto di 5-7 m, a foglie caduche, con ampia chioma per la ricca ramificazione; rami giovani verdi con lenticelle longitudinali (1.5-3 mm), corteccia bruno-cenere con fratture longitudinali e solchi profondi (5-8 mm); parte centrale dei rami formata da un midollo bianco spugnoso;
foglie: opposte, composte, imparipennate con 5-7 segmenti ellittici o lanceolati, acuminate, dentate, le maggiori con dimensione 4-6x10-13 cm; superiormente sono verde scuro, inferiormente verde chiaro e solo inizialmente pelose; odore sgradevole, se stropicciate;
fiori: ermafroditi, bianco-giallastri, riuniti in infiorescenze corimbose, di 10-20 cm di diametro, al termine dei rami; calice tubuloso e diviso in 5 denti, corolla (5 mm di diametro) cilindrica nella parte inferiore, in alto divisa in 5 lobi arrotondati; stami con 5 antere gialle;
frutti: bacche subsferiche, di 5-6 mm di diametro, nero-violacee, lucide, portate da peduncoli rossastri e raccolte in vistose infruttescenze pendenti; hanno un succo violaceo e contengono 3 semi; commestibili a maturazione completa.
Habitat: boschi umidi, siepi, margini dei sentieri, campi; si adatta a diversi tipi di terreno, umido, sabbioso, argilloso, anche inquinato ma le caratteristiche che ne permettono l’accrescimento migliore sono una buona quantità di azoto e di acqua in terreni profondi e freschi; diffuso in tutta Italia fino alla zona montana; presente su tutto il territorio valdostano da 250 a 1400 m s.l.m.
Parti utilizzate = Droga: seconda corteccia, foglie, fiori, frutti.
Usi popolari in Valle d’Aosta
È usato su tutto il territorio per i sintomi e le malattie da raffreddamento (raffreddore, tosse, mal di gola, influenza, bronchite,…).
Le foglie fresche o secche in infusione provocano un’abbondante sudorazione, salutare in caso di affezione delle vie respiratorie; le foglie secche sono inoltre usate per preparare tisane utili contro infiammazioni a livello renale e vescicale.
I fiori hanno molteplici usi. Una grappa con i fiori è usata per frizionare le parti del corpo colpite da reumatismi ed artrosi. I fiori, freschi o secchi, sono usati contro il mal di denti: infuso o decotto (ottenuti da 1/4 di litro d’acqua ed una manciata di fiori) da bere o per sciacqui; impacchi (preparati facendo cuocere i fiori in latte di capra) da mettere sulla mandibola o direttamente sul dente. Per il mal di gola si mettono sul collo degli impacchi, oppure si beve la tisana durante la giornata, lontano dai pasti, e prima di andare a dormire; per il mal d’orecchie si lasciano cadere alcune gocce di infuso nell’orecchio e si lascia agire coprendo con un pezzo di cotone; contro il raffreddore si fanno delle inalazioni; contro la tosse si mette una cucchiaino di fiori secchi nel latte bollente, dolcificato con il miele. Qualcuno usa l’infuso anche contro i vermi o per disintossicarsi dopo una ubriacatura e gli impacchi per gli ematomi, per favorire la circolazione del sangue. Contro gli orzaioli si fanno cuocere in acqua dei fiori di sambuco con della segale e si usa il decotto per lavaggi (Antey-Saint-André).
Principali proprietà terapeutiche
Sudorifera, emolliente; diuretica, lassativa; antinfiammatoria, antinevralgica, antireumatica; vasoprotettiva.
Curiosità
Esistono varie specie di Sambucus, ma l’unico officinale è il S. nigra, da non usare assolutamente è il S. ebulus L. in quanto tossico. Alcune sottospecie sono invece presenti in giardini e parchi per il loro effetto decorativo grazie alle foglie giallo canarino (S. nigra aurea) o alla lunga fioritura e alle foglie screziate e molto frastagliate (S. nigra cannabifolia o peucedanifolia) o ai frutti gialli (S. nigra fructolutea) o alle foglie simili a quelle di bambù (S. nigra laciniata).
È considerata una pianta tintoria, grazie agli antociani (sambucianina soprattutto) di cui sono ricche le bacche mature, ai flavonoidi dei fiori e delle foglie e ai tannini che favoriscono l’assorbimento del colore da parte delle fibre. Dalle bacche si ottengono colori che vanno dal blu-grigio al violetto fino al rosa, dalle foglie si hanno invece diversi gialli (limone o oro) e tonalità che vanno fino al verde; questi colori erano apprezzati già da Galli e Romani per le delicate sfumature, ma hanno avuto scarsa importanza commerciale perché poco resistenti in quanto gli antociani hanno una limitata stabilità chimica; sono stati per lo più usati per colorare tessuti e reti da pesca.
Fonte: Dal libro:Venti erbe per stare bene di Nicole Denarier www.edizionivida.it