Flora, fauna e parchi
Imperatoria - Peucedanum ostruthium
Nome volgare: imperatoria;
Nomi patois: agrou, drosé;
Nome francese: impératoire;
Famiglia: Apiaceae (Umbelliferae).
Descrizione tratta dal libro: 20 Erbe per stare bene.
Descrizione botanica
portamento: pianta erbacea perenne alta da 30 cm a 1 m; grosso rizoma sotterraneo orizzontale, dotato di rigonfiamenti ad anelli, bruno, stolonifero, biancastro e aromatico quando secco; fusto verde ed eretto, semplice o ramificato solo in alto, striato esternamente e cavo all’interno;
foglie: ampie e tripennatosette, quelle inferiori a 3-9 segmenti larghi, triangolari, lobati, dentati, quelle superiori più piccole; la pagina superiore è verde e lucida, quella inferiore verde chiaro, più vellutata e ruvida lungo le nervature; nelle foglie inferiori il picciolo è molto lungo (da 15 a 50 cm), in quelle superiori è più corto e si trasforma in una guaina che abbraccia il fusto;
fiori: bianchi o rosati, riuniti in grandi ombrelle piatte composte da 20-40 ombrellette con raggi disuguali con una decina di fiori ciascuna; senza calice, petali ovali con lungo apice ripiegato verso l’interno; stami inseriti alterni fra i petali;
frutti: diacheni (4-5 mm) di colore chiaro, percorsi in senso verticale da sei coste non molto sporgenti, con ali larghe circa quanto l’achenio.
Habitat: terreni silicei, boschi radi e luoghi erbosi umidi, lungo ruscelli; nelle regioni montane e submontane delle Alpi e degli Appennini settentrionali fino alla Toscana, tra i 1300 e i 2500 m di altitudine; abbastanza diffusa su tutto il territorio della Valle d’Aosta.
Parti utilizzate = Droga: rizoma, foglie fresche, fiori.
Usi popolari in Valle d’Aosta
L’infuso di fiori o foglie trova diversi usi: come bevanda per calmare la tosse e contro sintomi da raffreddamento oppure per disturbi intestinali; con della cannella come digestivo; per sciacqui contro il mal di denti o dopo un’estrazione; per imbibire dei panni che vengono applicati su parti dolenti a causa di reumatismi; per bagni, con l’aggiunta di un po’ di zucchero, per i piedi gonfi.
Le foglie fresche hanno vari usi: contro il dolore provocato da un ascesso e contro il mal di denti anche dovuto ad una carie (schiacciate sulla gengiva); contro l’emicrania (masticate); contro l’occhio di pernice (con un bendaggio).
Il rizoma è usato in caso di contusioni come cataplasma, preparato cuocendo la droga spezzettata nel latte ed applicandolo ancora tiepido: il dolore e il gonfiore diminuiscono in poco tempo; è usato inoltre per trattare ematomi nella zona perioculare.
Gli impiastri, con foglie schiacciate, ed il decotto di rizoma vengono usati in caso di ferita infetta o a rischio di infezione, per disinfettare le piaghe e anche come cicatrizzanti.
Per piaghe, fratture, ematomi si usa un cataplasma, considerato molto efficace, di foglie, fiori o rizoma preparato in questo modo: si scalda a bagnomaria la droga con della sugna e della pece in parti uguali, mescolando continuamente con un cucchiaio in legno senza arrivare all’ebollizione, fino a liquefazione completa. Questo unguento è usato solo dopo raffreddamento e si conserva a lungo, se al fresco.
Principali proprietà terapeutiche
Espettorante, antipiretica; stimolante delle funzioni gastriche, antispasmodica, carminativa; antisettica e antinfiammatoria sulla cute.
Curiosità
È una pianta ancora molto usata in Valle d’Aosta; per legge la massima quantità che si può avere per uso familiare è di 2 kg di rizoma (la raccolta per scopo commerciale è ovviamente sottoposta a controllo dell’Assessorato Agricoltura e Risorse Naturali). Nella tradizione popolare valdostana ha anche un uso veterinario: l’infuso ha lo stesso impiego dell’uso umano, per disturbi intestinali nelle mucche; per combattere l’afta epizootica (malattia acuta virale dei ruminanti a decorso benigno) si somministra 3 volte al giorno un cucchiaio di rizoma spezzettato con del sale; inoltre il rizoma o le foglie secche sono bruciati nella stalla per avere un’azione disinfettante (fumigazioni).
A livello erboristico e farmaceutico è sostituita dall’angelica, appartenente alla stessa famiglia e avente le stesse proprietà, ma con diffusione maggiore
Fonte: Dal libro:Venti erbe per stare bene di Nicole Denarier www.edizionivida.it