portamento: arbusto o albero che può raggiungere i 6 m, con chioma colonnare più o meno espansa, portamento eretto, ramificato fin dalla base; corteccia grigio-rossastra nei rami di 10 anni, desquamante in linee longitudinali, ondulate ai bordi, nei rami più giovani bruno-rossastra;
foglie: aghiformi, verde-grigiastre, in verticilli di 3, lunghe 15-20 mm larghe circa 1, appuntite e pungenti; pagina inferiore con una linea sporgente, quella superiore con una scanalatura biancastra, coperta da uno strato di cera; internodi di 3-10 mm, anche meno verso l’apice dei rami;
fiori: dioici, portati da piante diverse, poco visibili; i fiori maschili sono posti all’ascella delle foglie, giallastri, riuniti in piccoli coni formati dalle antere protette da alcune squame triangolari; nei fiori femminili le 3 squame fertili, ognuna con un ovulo, si saldano tra loro dopo la fecondazione;
frutti: non essendoci l’ovario non si può parlare di veri frutti, sono in realtà dei galbuli sferici di 4-8 mm, carnosi, inizialmente verdi (il primo anno), poi blu-neri o blu-viola a maturazione completa (il secondo anno) ricoperti da una pruina opaca; 3 linee rilevate, che delimitano un triangolo un po’ infossato caratteristico, indicano la sommità delle 3 squame che li compongono; contengono 3 piccoli semi duri, allungati, di colore bruno chiaro, saldati alla polpa per la metà inferiore, liberi nella parte superiore; detti impropriamente “bacche”.
Habitat: pascoli, boschi radi, luoghi rocciosi e soleggiati; in Italia si trova un po’ ovunque dalla zona mediterranea a quella alpina (0-1500 m s.l.m., anche fino a 2500), con diminuzione progressiva dell’altezza in proporzione all’altitudine.
Parti utilizzate = Droga: frutti.
Usi popolari in Valle d’Aosta
Lo “dzèn-ivrà”, preparazione simile a una marmellata, è ancora molto usato come diuretico, disinfettante delle vie urinarie, stomachico (un cucchiaio di “dzèn-ivrà” in un bicchiere di latte tiepido appena munto), antidiarroico (1 cucchiaio), antispasmodico (1 cucchiaio in acqua); è un rimedio che può essere preparato in casa o comprato già pronto; le ricette tradizionali si differenziano un po’ a seconda delle zone considerate, un esempio è la seguente: raccogliere i frutti maturi (del secondo anno) e setacciarli per eliminare i frutti dell’anno in corso ed eventuali residui di foglie, lasciare a bagno in acqua per 24 ore poi far cuocere finché la buccia dei frutti presenta delle piccole gobbe, passare il tutto nel frantoio e raccogliere il succo che si ottiene, che viene fatto condensare a fuoco lento fino a che abbia consistenza simile al miele, colare in barattoli di vetro con chiusura perfetta; si conserva a lungo al fresco.
Uso contro malattie delle vie respiratorie: i frutti, conservati nella grappa, sono un buon rimedio contro il catarro; il decotto (5-6 galbuli/1 l di acqua) è bevuto in caso di bronchite, contro la quale sono utili anche le fumigazioni; tisana per la pertosse.
Per artrosi e reumatismi: sempre coi frutti si prepara una grappa, che acquista un sapore particolare e che è usata per frizionare le parti del corpo dolenti; le foglie sono utili per avere un decotto al 10% per bagni antireumatici; nella tradizione più magica che popolare si credeva che la cenere raccolta dopo aver bruciato del ginepro la notte di Natale o di San Silvestro cosparsa su arti dolenti ne leniva il dolore ed accelerava la guarigione (inoltre veniva sparsa sui possedimenti familiari per allontanare la malasorte).
Contro il mal di denti: pestare i frutti, bruciarli e berli con del vino caldo zuccherato; fare dei gargarismi (8-10 volte al giorno) col decotto dei frutti in caso di ascesso.
Principali proprietà terapeutiche
Digestiva, antifermentativa; secretolitica, bechica; diuretica; antisettica; rubefacente.
Curiosità
In Valle d’Aosta è presente soprattutto sul mercato erboristico come droga o preparati, mentre lo “dzèn-ivrà” si trova anche nei supermercati o nei negozi di prodotti tipici, ma molti lo preparano ancora personalmente; in farmacia si trova come estratto secco o fluido, succo, tintura madre, gemmoderivato, olio essenziale.
In Valle d’Aosta è molto diffuso il Juniperus nana Willd (= Juniperus communis var. montana Aiton), che è un tipico costituente di cespuglieti e brughiere dell’arco subalpino e alpino (1500-2500 m s.l.m., ma fino a 3700 sulla catena del Monte Rosa) e che colonizza i terreni rocciosi, preferibilmente calcarei e soprattutto esposti a sud. Questa sottospecie si presenta come un arbusto di 10-30 cm, appressato al suolo, spesso con forma emisferica, le foglie sono un po’ più corte rispetto al ginepro comune (9-10 mm) e con internodi di 1-3 mm, quindi molto addensate. Le proprietà e gli usi sono sovrapponibili a quelli del ginepro comune.
Nell’arte culinaria le “bacche” sono usate comunemente per aromatizzare carni, in particolare la selvaggina, pesci, insaccati e come condimento nelle salse.
Come arrivare:
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