Flora, fauna e parchi
Arnica - Arnica montana L.
NOMI VOLGARI: arnica montana, tabacco di montagna, betonica di monte, china dei poveri;
NOMI PATOIS: arnica, arnicà, fiôr di tabac;
NOMI FRANCESI: arnica des montagnes, arnique, tabac des montagnes, tabac des Savoyards;
FAMIGLIA: Asteraceae (Compositae).
Descrizione tratta dal libro: 20 Erbe per stare bene.
DESCRIZIONE BOTANICA
portamento: pianta erbacea perenne, di 20-50 cm di altezza; rizoma lungo 5-6 cm, obliquo, cilindrico, rosso-brunastro, con cicatrici circolari delle foglie cadute e radici inserite sulla faccia inferiore; fusto eretto, semplice o raramente con 1-2 coppie di rami opposti, con peli semplici allungati e peli ghiandolari brevi;
foglie: quelle basali disposte a croce, riunite in rosetta, sessili, forma ovale ed ellittico-allungata (lunghe 6-10 cm, larghe 2-3) con il margine a volte dentellato, sono percorse da 5 profonde nervature parallele; pagina superiore più scura e fortemente pubescente, quella inferiore chiara, poco pelosa o quasi glabra; lungo il fusto da 2 a 3 paia di foglie opposte, sessili, sempre più piccole e strette verso l’alto;
fiori: riuniti in capolino unico, con diametro di 6-8 cm; peduncoli di 3-15 cm con 1-2 brattee; involucro cilindrico, con 2 serie di squame: pubescenti-ghiandolose su 1 serie con squamule esterne minori; fiori gialli, quelli esterni (15-20) con ligula di 5x40 mm, tridentata all’apice, quelli interni tubulosi, di 15 mm; sia i fiori del raggio che quelli del disco hanno un pappo bianco-grigio piuttosto rigido, lungo appena poco più dell’ovario (4-5 mm) all’antesi; l’ovario è diritto, sottile, grigio, con peli brevissimi, bianchi e lucidi;
frutti: acheni bruno-nerastri di 6 mm, rugosi, con brevi peli chiari che permangono dall’ovario, con pappo giallastro che raggiunge 6-8 mm e ne facilita la disseminazione;
HABITAT: pascoli montani, brughiere a rododendri, prati aridi, tappeti di erica, boschi di pino silvestre, sempre su suolo acido, siliceo e povero di calcio; presente nell’Italia settentrionale, fino all’Appennino parmigiano, tra 500 e 2200 m s.l.m. (in Friuli fino al piano, sulle Alpi lombarde fino a 2650 m); in Valle d’Aosta è presente su tutto il territorio tra 1000 e 2600 m s.l.m..
PARTI UTILIZZATE = DROGA: pianta intera, ma soprattutto fiori, rizoma e radici.
Usi popolari in Valle d’Aosta
Per frizioni su contusioni, ematomi, fratture e in caso di artrosi o reumatismi si usano diversi preparati: ciò che si ottiene dalla macerazione dei fiori nella grappa per circa 40 giorni; il macerato in olio oppure in 4 parti di alcol e 1 di olio d’oliva; l’estratto, che si prepara nel modo seguente: si pulisce un fiasco di vino, togliendone la paglia e lavandolo con cura, e si riempie di fiori freschi (o secondo qualcuno dopo qualche giorno di essiccamento) senza aggiungere altro, si tappa bene, lo si capovolge e si lascia al sole per tutta l’estate, si ottiene un succo che deve essere filtrato (essendo molto concentrato è importante usarlo con le dovute precauzioni e diluirlo).
Le foglie secche venivano usate come tabacco, anche mescolate ad altre specie, contro la tosse stizzosa, i catarri, le bronchiti.
Principali proprietà terapeutiche
Attenzione! Da non utilizzare per uso interno né su cute lesa.
Antiecchimotica, antinfiammatoria, antidolorifica; antisettica.
Curiosità
È una PIANTA PROTETTA in Valle d’Aosta ai sensi della L.R. 31 marzo 1977, n. 17 «Protezione della flora alpina», appartiene all’allegato 2 “elenco delle piante di cui al 2° comma dell’articolo 3”, che cita « È consentita, per ogni persona, la raccolta complessiva giornaliera (…) di 6 assi fiorali (steli fioriferi) per ognuna delle specie di flora spontanea elencate nell’allegato 2 della presente legge. Il quantitativo globale raccoglibile da gruppi composti di più di 3 persone non deve comunque superare (…) 24 steli fioriferi delle specie comprese in detto elenco».
È uno dei rimedi fondamentali dell’omeopatia, i preparati e le diluizioni dinamizzate si ottengono partendo da Arnica T.M., che si prepara con la pianta intera fiorita; è il rimedio del trauma (shock, incidenti, fratture, emorragie, interventi chirurgici), dell’affaticamento muscolare (anche delle corde vocali, per cui consigliata nella raucedine), dei disturbi capillari o venosi (varici, emorroidi).
Fonte: Dal libro:Venti erbe per stare bene di Nicole Denarier www.edizionivida.it