Monumenti di interesse storico - Aosta- Uno dei più importanti luoghi di culto di tutto l’arco alpino, è costituito dalla collegiata dei SS. Pietro e Orso, dal chiostro e dal Priorato. Gli edifici, costruiti in epoche diverse ma ben integrati nell’armonia dei volumi, prospettano su uno spiazzo raccolto, che fu risistemato da Giorgio di Challant tra il 1490 e il 1510 per dare unità all’insieme monumentale di cui aveva promosso la trasformazione.
La collegiata: in origine era dedicata a San Pietro, ma poi fu successivamente cointitolata a S. Orso, vescovo che la fondò e che Aosta scelse come suo patrono. Su una chiesa tipica dell’architettura altomedievale, a pianta quadrata e a navata unica molto alta, si innestò, al tempo del vescovo Anselmo, l’intervento che le diede un assetto a tre navate con cripta, absidi semicircolari e copertura a capriate. Sul finire del XV secolo fu chiamata a operare nella Collegiata la schiera di architetti e artisti già attivi per i Challant di Issogne. Furono costruite e affrescate le nuove volte a crociera, fu voltato il chiostro, fu risistemato il Priorato; nel vano superiore delle volte della navata centrale si conservano zone affrescate.
All’epoca anselmiana risalgono la cripta, l’impianto della navata centrale, i resti dell’antico campanile e alcuni tratti della muratura della navata destra. La chiesa doveva essere in origine completamente affrescata: resti di tale decorazione sono ancora visibili nel sottotetto. È un eccezionale ciclo di affreschi frammentario, dovuto a più artisti a inizio secolo XI e legati a modelli soprattutto lombardi. Vi sono rappresentati episodi della vita di Cristo e martire di santi. Secondo il volere di Giorgio di Challant, la navata mediana, il presbiterio e l’abside poligonale hanno volte gotiche a costoloni dipinti da una bottega pittorica di cultura oltralpina, qui fanno capo diversi nomi di artisti alcuni attivi anche nel castello di Issogne. Sono affrescati apostoli e profeti, tranne nel 5° arco dell’abside decorato con santi (Lorenzo, Giorgio e Maurizio) contrapposti a sante (Lucia, Barbara e Agnese). Nelle cinque finestre dell’abside, vetrate dell’inizio del XVI secolo, prodotta da una bottega locale e vicine a quelle della Cattedrale e del castello di Issogne. Nella sagrestia è sistemato il Tesoro (non visitabile) che comprende: il calice detto di S. Orso di probabile orafo mosano; il braccio reliquiario di S. Orso, un calice con smalti forse di orafo francese; la cassa reliquiario di S. Orso e la statua reliquiario di S. Orso in argento.
Il chiostro: è a pianta rettangolare con al centro un antico pozzo. È l’unico superstite di tutta l’Italia settentrionale con capitelli istoriati su pilastri o colonne semplici e binate. Il programma iconografico prevede storie del Vecchio e Nuovo Testamento, storie di santi, temi profani e immagini istoriate di uomini e animali. La serie dei capitelli non è completa né disposta nell’ordine antico poiché il chiostro subì parecchi restauri e fu, almeno due volte, smontato e rimontato; attualmente sono 40, ma in origine erano 52. annesso al chiostro è l’archivio, che custodisce antiche pergamene, un interessante bollario (bolla di Lucio II, datata da Verona nel 1143), un evangelario e un sacramentario antichi.
Il Priorato di Sant’Orso: il complesso monumentale si dispone a destra della chiesa, con tre corpi di fabbrica a cinque arcate sovrastati da una torre ottagonale terminante in una cuspide aguzza e aperti da sei finestre crociate. Fu fatto costruire da Giorgio di Challant che lo scelse a propria dimora subito dopo la sua elezione a priore di S. Orso. Nell’interno una scala a chiocciola ricavata nella torre conduce alla Sala priorale e alla cappella, un piccolo ambiente arricchito da una serie di affreschi conclusi entro il 1480. La decorazione si deve a maestri itineranti di cultura oltralpina, che in parte ritroviamo all’opera negli affreschi della volta nella Collegiata.
San Lorenzo: la chiesa fu ricostruita e restaurata più volte, e fu parrocchiale del borgo fino al 1793, quando tale funzione passò alla chiesa di Sant’Orso. Divenuta in seguito caserma, oggi è utilizzata per mostre ed esposizioni. Scavi recenti hanno portato alla luce i resti di una più ampia chiesa paleocristiana a pianta cruciforme del secolo V, la cui forma fu voluta da S. Ambrogio come simbolo della croce vincente contro gli Ariani. S. Lorenzo doveva perciò avere una grande importanza: in essa ebbero sepoltura i primi vescovi di Aosta. La chiesa attuale occupa solo il braccio orientale dell’edificio paleocristiano cruciforme.
Tiglio plurisecolare: Tilia Platyphyllos questo è il suo nome scientifico, è un albero dell’età di quasi mezzo millennio (è stato piantato tra il 1530 ed il 1550), la cui leggenda narra che sia stato piantato dallo stesso Sant’Orso. Nel 1951 un violento temporale lo sventrò abbattendo un grande ramo, ancora oggi è visibile la cavità creata dall’incidente. Nel 1924 è stato dichiarato Monumento Nazionale, dal 1990 è tutelato da un’apposita legge regionale istituita per la salvaguardia di tali esemplari.
Il campanile romanico: la torre campanaria costituisce un esempio unico nel suo genere per l’imponenza e per la solidità della struttura. Alta circa 43 m è realizzata interamente in blocchi di pietra. Da un’attenta lettura della tessitura muraria esterna, si possono individuare almeno tre fasi costruttive che hanno interessato il campanile nella sua evoluzione storica. La prima fase è imputabile alla seconda metà del XII secolo. La seconda fase si distingue per il cambiamento dell’apparecchio murario, qui caratterizzato da blocchi di pezzatura inferiore. La presenza di un orologio è documentata a partire dal 1624 sino al 1968, anno in cui è stato rimosso dalla Sovrintendenza alle Belle Arti in occasione del ripristino dell’ultimo livello di trifore. La terza fase imputabile alla prima metà del XV secolo, corrisponde alla costruzione della nuova cuspide ottagonale, realizzata interamente con blocchi regolari di travertino; questa tipologia di copertura non era, infatti, diffusa prima del periodo ipotizzato.
Fonte: Banca dati turismo