Monumenti di interesse storico - Aosta - La prima delle diverse fasi di trasformazione della chiesa risale al IV secolo d.c. allorché un complesso romano (III-IV sec.) di notevoli dimensioni fu adattato a luogo di culto cristiano. Durante i secoli seguenti vennero eseguite delle modificazioni finché, nell’IX secolo fu realizzato un nuovo edificio di culto che, come testimoniano i documenti, fu intitolato all’assunta ed a San Giovanni Battista. Nello stesso periodo il vescovo Anselmo commissionò gli affreschi del sottotetto.
La cripta è suddivisa in tre navate concluse con altrettante absidi. Le colonne di dimensioni diverse in quanto alcune sono di recupero, sostengono le volte a crociera con nervature sottili lungo le diagonale e a sezione rettangolare lungo il perimetro. Nel Duecento vennero realizzate significative trasformazioni che interessarono la zona absidale: il coro fu separato dalla navata centrale mediante un pontile che venne poi demolito nel 1838; dietro l’abside maggiore venne costruito un deambulatorio che conduce a tre nuove absidi poligonali sia all’interno sia all’esterno. Questo spazio accoglie il Museo del Tesoro della Cattedrale nel quale sono conservate opere d’arte locate tra il Duecento e il Settecento, tra cui la cassa reliquiaria di San Grato. Durante i primi anni del XV secolo i vescovi fecero avviare diversi lavori di rifacimento. L’ultimo intervento risale al 1846-1848 quando venne applicata una fronte neoclassica: quattro semicolonne di ordine gigante dorico sostengono un sottile architrave ed il fregio composto di metope decorate e triglifi.
La facciata è divisa in tre parti: nelle due laterali sono sistemate due nicchie con le statue che rappresentano i santi Anselmo di Aosta e Giocondo, mentre al centro lo spazio vuoto è racchiuso da un arco a tutto sesto che invita all’ingresso. Degno di nota è il recente intervento di restauro della facciata cinquecentesca, conclusosi nel 1997, con il quale ne è stato notevolmente valorizzato l’apparato decorativo, mentre il fronte ottocentesco e le statue sul tetto sono state restaurate agli inizi di questo secolo.
Nel sottosuolo del Duomo è possibile visitare l’antico piano di calpestio della prima cattedrale valdostana. Sorta intorno al IV secolo presso una ricca “domus” tardo romana risalente al secolo precedente l’antica chiesa era dotata di una sola navata; al centro sono ancora presenti i resti di un pavimento di marmo coevo alla fondazione. Sempre presso gli scavi è possibile vedere i due diversi fonti battesimali e i resti del “jubé”, un muro policromo che divideva la zona riservata ai fedeli da quella del culto.
Al di sopra delle volte rinascimentali sono conservati i bellissimi affreschi ottoniani scoperti nel 1979 ma visitabili soltanto dell’anno 2000. Si tratta di un prezioso ciclo di affreschi, molto simile a quello presente nella collegiata di Sant’Orso, realizzato però qualche anno dopo. Il coro della chiesa offre al visitatore due caratteristici mosaici pavimentali policromi risalenti al periodo bassomedioevale. Il primo, quello inferiore, risale alla seconda metà del secolo XII e si trova tra gli stalli. Il mosaico superiore si trova davanti all’altare maggiore e risale al periodo compreso tra le fine del XII e l’inizio di quello successivo e risulta incompleto.
Facciata: in stile neoclassico, è assai poco coerente con la restante costruzione. Entro le nicchie vi sono le statue di S. Anselmo e di S. Giocondo e, sopra il timpano quello di S. Giovanni Battista, della Vergine e di S. Orso. L’atrio è in realtà la facciata rinascimentale ed è decorato da un prospetto architettonico, scultoreo e pittorico realizzato a partire dal 1522 e concluso intorno al 1530. Dei tre portali, quello principale ha nella lunetta l’Adorazione dei pastori e nei pennacchi reca affrescati due leoni araldici. Il portale destro è sormontato dall’affresco della Presentazione di Gesù, le lunette su entrambi i portali e sopra le finestre contengono busti di terracotta colorata. Nel grande sottoarco sono affrescati otto gruppo di angeli.
Fonte: Banca dati turismo